Nuove tariffee dazi imposti dagli USA del presidente Trump su prodotti europei e asiatici scatenano la reazione dell’UE. Borse in calo, aziende preoccupate. Ecco cosa sta succedendo.
Trump impone nuovi dazi: l’Europa non ci sta
L’amministrazione Trump torna all’attacco sul fronte commerciale con l’introduzione di nuovi dazi su una serie di prodotti importati dall’Europa e dall’Asia. Il provvedimento, ufficializzato nelle scorse ore, colpisce in particolare il settore automobilistico e quello agroalimentare, con tariffe che variano dal 10% al 25%.
L’Unione Europea ha immediatamente reagito, annunciando contromisure che potrebbero innescare una nuova fase della guerra commerciale tra Washington e Bruxelles. “Non resteremo a guardare mentre vengono penalizzate le nostre imprese,” ha dichiarato un portavoce della Commissione UE.
Le nuove tariffe impattano direttamente anche sull’Italia, con il comparto manifatturiero e quello alimentare tra i più esposti. I dazi su formaggi, vini e macchinari industriali italiani rischiano di colpire duramente le esportazioni verso gli Stati Uniti, che nel 2024 hanno superato i 50 miliardi di euro.
Mercati in rosso: Tokyo perde oltre il 3%
L’effetto immediato delle nuove politiche protezionistiche americane si è fatto sentire sulle borse mondiali. In Asia, l’indice Nikkei di Tokyo ha chiuso con una perdita del 3,2%, mentre le piazze finanziarie europee hanno aperto in territorio negativo.
A pesare sono le incertezze sulle ripercussioni economiche globali. Le aziende del settore automotive, già provate da mesi di difficoltà, vedono aggravarsi la loro situazione. Il gruppo tedesco Volkswagen e il francese Renault hanno registrato cali del 4% sui listini di Francoforte e Parigi.
Negli Stati Uniti, Wall Street ha reagito con volatilità, con il Dow Jones che ha oscillato tra guadagni e perdite. Il comparto tecnologico, che dipende fortemente dalle forniture asiatiche, è tra i più penalizzati, con Apple e Tesla che hanno registrato ribassi superiori al 2%.
USA vs UE: un braccio di ferro sempre più acceso
Il provvedimento voluto da Trump si inserisce in un contesto di tensioni commerciali che vanno avanti da anni. Già nel suo primo mandato, l’ex presidente aveva imposto dazi su acciaio e alluminio, scatenando rappresaglie da parte dell’Unione Europea.
Stavolta, però, la portata dell’iniziativa sembra ancora più ampia. “Questi dazi non solo colpiscono le economie europee, ma mettono a rischio gli equilibri commerciali globali,” ha dichiarato un analista economico di Goldman Sachs.
Dal canto suo, la Casa Bianca difende la misura, sostenendo che serva a proteggere le aziende americane dalla concorrenza straniera. “Gli Stati Uniti non tollereranno più pratiche sleali che danneggiano i nostri lavoratori,” ha dichiarato Trump in un comizio in Florida.
Quali settori rischiano di più?
Tra i settori più esposti ai nuovi dazi c’è innanzitutto l’automotive. Le case automobilistiche europee, che esportano ogni anno veicoli negli Stati Uniti per un valore superiore ai 40 miliardi di euro, rischiano di subire una significativa perdita di mercato, con conseguenze pesanti per l’industria del settore. Un altro comparto particolarmente colpito è quello agroalimentare, con il vino italiano tra i principali bersagli delle nuove tariffe.
Le associazioni di categoria stimano un possibile calo delle vendite negli USA compreso tra il 15% e il 20% nei prossimi mesi, mettendo a rischio un settore strategico per l’economia italiana.
Anche l’alta tecnologia potrebbe subire contraccolpi rilevanti: le aziende cinesi e sudcoreane, principali fornitrici di semiconduttori e componenti elettronici, vedranno aumentare i costi di esportazione, con un impatto che potrebbe ripercuotersi sull’intera catena di approvvigionamento globale.
Di fronte a queste prospettive, le associazioni di categoria europee stanno già chiedendo ai governi interventi urgenti per mitigare gli effetti delle misure imposte dagli Stati Uniti.
Un nuovo capitolo della guerra commerciale
Questa mossa di Trump segna l’inizio di un nuovo capitolo nella guerra commerciale tra USA ed Europa. Se l’UE risponderà con nuove tariffe, il rischio di un’escalation è concreto.
I prossimi giorni saranno cruciali per capire quali contromisure verranno adottate e come reagiranno i mercati. Nel frattempo, aziende e investitori restano in allerta.
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