La sciatrice italiana Federica Brignone ha subito un grave infortunio durante i Campionati Italiani di sci alpino a Val di Fassa, riportando la rottura di tibia, perone e legamento crociato.
L’intervento chirurgico è riuscito ma i tempi di recupero mettono in dubbio la sua partecipazione alle prossime Olimpiadi invernali.
L’Incidente a Val di Fassa
Durante la gara di slalom gigante ai Campionati Italiani a Val di Fassa, Federica Brignone, 34 anni, ha perso il controllo in prossimità di una porta, cadendo rovinosamente oltre il cancello successivo.
La caduta ha causato la rottura di tibia, perone e del legamento crociato. A seguito dell’incidente, la sciatrice è stata elitrasportata d’urgenza all’ospedale per le cure necessarie. L’operazione è stata effettuata presso la clinica La Madonnina di Milano e, secondo la Federazione Italiana Sport Invernali (FISI), è perfettamente riuscita. Tuttavia, ad oggi, non sono stati forniti dettagli specifici sui tempi di recupero previsti per l’atleta.
Implicazioni per le Olimpiadi di Milano-Cortina 2026
L’infortunio solleva interrogativi sulla partecipazione di Federica Brignone alle prossime Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026. La gravità delle lesioni e il conseguente periodo di riabilitazione potrebbero compromettere la sua preparazione per l’evento olimpico. Al momento, non è possibile stabilire con certezza se l’atleta sarà in grado di competere.
Nonostante l’incidente, però, la sciatrice italiana ha mostrato determinazione e ottimismo. In una dichiarazione all’ADN Kronos ha affermato: “Era il momento più felice della mia carriera, rifarei tutto”.
Successi e tempi di recupero
Prima dell’incidente, Federica Brignone aveva vissuto una stagione straordinaria, conquistando l’oro nel gigante ai Mondiali di febbraio e aggiudicandosi le coppe di specialità in gigante e discesa libera. Successi che l’avevano consacrata come una delle principali protagoniste dello sci alpino internazionale e una delle favorite per le prossime competizioni olimpiche.
Il percorso di riabilitazione che attende Brignone sarà lungo e impegnativo. La rottura di tibia, perone e legamento crociato richiede un’attenta gestione medica e fisioterapica. Gli specialisti lavoreranno a stretto contatto con l’atleta per garantire un recupero ottimale, monitorando costantemente i progressi e adattando il programma di riabilitazione alle sue esigenze specifiche.
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