Fondata nel 1975 da Bill Gates e Paul Allen, Microsoft ha segnato mezzo secolo di evoluzione tecnologica, dai sistemi operativi all’AI: 50 anni di successi clamorosi, passi falsi e momenti storici.
L’ambizione di due ragazzi che ha cambiato il mondo
Era il 4 aprile 1975 quando due giovani visionari, Bill Gates e Paul Allen, fondarono Microsoft con un obiettivo tanto semplice quanto rivoluzionario: portare “un computer su ogni scrivania e in ogni casa”. All’epoca, i computer erano strumenti ingombranti, complessi e destinati a pochi tecnici specializzati.
L’idea che potessero diventare strumenti quotidiani era, per molti, pura fantascienza. Eppure, i due riuscirono a sviluppare un software per l’Altair 8800, uno dei primi microcomputer, permettendo così di utilizzare il linguaggio Basic per programmare.
Questo passo iniziale segnò l’inizio di una rivoluzione informatica globale, destinata a cambiare per sempre il modo in cui il mondo lavora, comunica e vive.
L’impatto di Windows: tra trionfi e inciampi
Tra i prodotti più iconici di Microsoft, Windows rappresenta senza dubbio la pietra miliare della sua ascesa. Il lancio di Windows 95 fu un evento mediatico di portata mondiale, accompagnato da una campagna pubblicitaria memorabile e code fuori dai negozi.
Il sistema operativo portava con sé un’interfaccia grafica intuitiva e il celebre menu Start, diventando lo standard di riferimento per milioni di utenti.
Ma non tutti i lanci furono all’altezza delle aspettative: Windows Me, uscito nel 2000, fu criticato per la sua instabilità e per i frequenti crash. Anche Windows 8, nel 2012, divise gli utenti per l’eliminazione del tasto Start e un’interfaccia più adatta ai tablet che ai PC, generando confusione tra gli utenti tradizionali.
Nonostante questi inciampi, la centralità di Windows nel panorama informatico è rimasta costante, evolvendosi fino all’attuale Windows 11.
Prodotti iconici e flop clamorosi
Nel corso dei decenni, Microsoft ha lanciato una lunga serie di prodotti e servizi, alcuni dei quali hanno segnato la storia della tecnologia, mentre altri sono rapidamente scomparsi.
Tra i successi indiscussi figurano la suite Microsoft Office, ancora oggi punto di riferimento nel lavoro d’ufficio, e la console Xbox, capace di imporsi nel mercato del gaming accanto a colossi come Sony e Nintendo.
Ma l’azienda ha anche fatto i conti con progetti che non hanno raggiunto i risultati sperati. Il lettore multimediale Zune, lanciato nel 2006 per contrastare l’iPod, non riuscì mai a sfondare, venendo abbandonato nel 2012. Gli smartphone Kin, presentati nel 2010, vendettero appena 10.000 unità prima di essere ritirati in pochi mesi. Questi insuccessi non hanno però frenato lo spirito di sperimentazione dell’azienda, che ha sempre cercato di diversificare e anticipare i trend tecnologici.
Quando la tecnologia inciampa: la “schermata blu”
Non sempre l’innovazione è sinonimo di perfezione. Uno degli episodi più emblematici dell’imperfezione tecnologica fu la presentazione di Windows 98 durante la fiera COMDEX del 1998. Mentre uno dei collaboratori di Gates mostrava le nuove funzionalità del sistema operativo, una classica “schermata blu della morte” bloccò improvvisamente il computer, in diretta mondiale. L’imbarazzo fu evidente, anche se Gates cercò di sdrammatizzare con una battuta.
Quell’incidente divenne un simbolo dei problemi di stabilità che, per anni, hanno accompagnato i sistemi Microsoft, ma anche della capacità dell’azienda di affrontare le critiche e migliorare nel tempo.
Microsoft oggi, una potenza da 3.000 miliardi di dollari
Negli ultimi anni, Microsoft ha saputo reinventarsi, spostando il suo baricentro verso il cloud computing e l’intelligenza artificiale. Sotto la guida di Satya Nadella, l’azienda ha cambiato pelle, puntando su Azure e stringendo partnership strategiche, come quella con OpenAI, per integrare modelli linguistici avanzati nei propri servizi, a partire da Bing fino a Copilot, il suo assistente AI per Office.
Questo nuovo posizionamento ha portato il colosso di Redmond a una valutazione di mercato di oltre 3.000 miliardi di dollari, superando momentaneamente anche Apple. In questo scenario, l’AI rappresenta non solo una tecnologia chiave, ma il vero motore del futuro di Microsoft, capace di ridefinire l’interazione tra esseri umani e software.
La prossima rivoluzione digitale
Sebbene la storia di Microsoft sia punteggiata di successi e trasformazioni, le sfide non mancano. L’azienda deve confrontarsi con la concorrenza agguerrita di Google, Amazon e nuovi player come Nvidia, oggi sempre più centrale nel settore AI. Inoltre, la crescente attenzione verso la sicurezza informatica, la privacy dei dati e l’etica dell’intelligenza artificiale impone un nuovo livello di responsabilità a chi guida l’innovazione.
Microsoft ha risposto investendo in trasparenza, accessibilità e sostenibilità, promuovendo un’idea di tecnologia più inclusiva e consapevole. Le sue scelte nei prossimi anni saranno determinanti per comprendere se saprà mantenere il suo ruolo di guida nella rivoluzione digitale che ci attende.
Un compleanno che guarda avanti
I 50 anni di Microsoft non sono soltanto un traguardo celebrativo, ma una finestra aperta su ciò che verrà. Il percorso fatto dall’azienda – dai codici in Basic degli anni Settanta ai più avanzati algoritmi di intelligenza artificiale – è lo specchio di un mondo che cambia, e che Microsoft ha spesso contribuito a plasmare. Se il passato ci racconta di innovazioni capaci di incidere sulle nostre vite quotidiane, il futuro si preannuncia ancora più ambizioso.
Microsoft sembra pronta a giocare un ruolo centrale anche nella prossima rivoluzione. Perché, come ha detto Satya Nadella, “non siamo mai stati un’azienda che si accontenta di guardare indietro”.
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