Marco Domenicali (UniBo): «Attraverso un sistema di monitoraggio costante, vogliamo raccogliere e analizzare i segnali di peggioramento della salute fisica, mentale e sociale»
In Italia, circa un milione di persone ha ricevuto una diagnosi di demenza e più di 3 milioni di persone sono coinvolte direttamente o indirettamente nell’assistenza. La maggior parte dei caregiver sono donne, con un’età media o superiore ai 50 anni, affrontano una serie di sfide che vanno dall’isolamento sociale allo stress, fino a un significativo indebolimento dei rapporti familiari e a un innalzamento del rischio di malattie.
Nel contesto dell’assistenza alle persone anziane con demenza, abbiamo intervistato Marco Domenicali, professore associato del Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche dell’Università di Bologna, direttore di Medicina Interna dell’Ospedale Santa Maria delle Croci di Ravenna e responsabile del progetto “ICare.IT-AvereCura”. «Il progetto nasce dalla necessità di esplorare l’impatto dell’assistenza ai familiari con demenza sul benessere dei caregiver, attori fondamentali nella cura ma anche prossimi anziani – ha detto Domenicali -. L’obiettivo che ci siamo posti col progetto è quello di aiutare chi aiuta, puntando al loro benessere. I caregiver nella maggior parte dei casi non sono professionisti del settore sanitario e si trovano a fronteggiare un carico emotivo e fisico notevole. Attraverso un sistema di monitoraggio costante, vogliamo raccogliere e analizzare i segnali di peggioramento della salute fisica, mentale e sociale di queste persone e fornire loro suggerimenti per affrontare l’impegno costante che portano avanti quotidianamente».
Il progetto rientra nel più ampio partenariato “Age.it”, dedicato allo studio dell’invecchiamento in Italia, e si compone di due importanti azioni: un’indagine basata su un questionario online, a livello nazionale, per stimare il carico psicologico e fisico dei caregiver, e il monitoraggio, nelle città di Bologna e Ravenna, tramite sensori in grado di rilevare problemi di sonno e salute cardiovascolare.
«Il benessere in senso ampio è un elemento fondamentale nella vita dei caregiver e ha una duplice valenza positiva perché si riflette direttamente sulla qualità dell’assistenza che forniscono ma significa anche, in prospettiva, prendersi cura degli anziani che saranno in futuro. Mettendo in evidenza la necessità della prevenzione possiamo evitare che i caregiver stessi diventino soggetti bisognosi di assistenza», commenta il responsabile del progetto.
Guardando al futuro, Domenicali immagina una piattaforma dedicata al monitoraggio dei caregiver integrata nella pratica clinica. «È fondamentale ampliare il raggio d’azione del progetto, includendo anche i caregiver di pazienti oncologici, che affrontano situazioni di stress e necessitano di supporto simile, ma con esigenze diverse rispetto a quelli che assistono persone con demenza».
Il progetto “ICare.IT-AvereCura” rappresenta un passo cruciale verso la valorizzazione del ruolo dei caregiver e il miglioramento della loro qualità di vita. Prendersi cura di chi si prende cura degli altri è un atto d’amore, una responsabilità collettiva che richiede attenzione, risorse e un impegno costante per garantire che nessuno rimanga indietro.
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