Cosa succede in Germania dopo le elezioni di domenica scorsa? L’ipotesi più plausibile è quella di un’alleanza tra Cdu e Spd? Ma anche così non avrebbero la maggioranza dei due terzi necessaria per apportare modifiche alla costituzione e fare una riforma per il debito.
Dopo l’esito delle elezioni di domenica scorsa in Germania una coalizione tra la Cdu di Friedrich Merz e l’Spd di Olaf Scholz sembra essere lo scenario più probabile. Mentre i primi hanno ottenuto 208 seggi grazie a 14.158.432 voti (28,52%), i secondi ne hanno avuti 120 con 8.148.284 voti (16,41%). Afd, invece, di Alice Weidel si è aggiudicata 152 seggi con 10.327.148 voti (20,8%), raddoppiando quasi il risultato delle precedenti elezioni. I Verdi di Robert Habeck hanno ottenuto 85 seggi con 5.761.476 voti (11,61%): si aspettavano risultati migliori, soprattutto tra i più giovani, che si sono spostati verso la sinistra dura di Die Linke.
Senza maggioranza difficile fare le riforme
Questa coalizione, tuttavia, non avrebbe la maggioranza dei due terzi necessaria per apportare modifiche alla costituzione. Ciò complica qualsiasi piano di riforma del freno al debito, che era un obiettivo chiave nel periodo precedente le elezioni. Tra le altre priorità del nuovo esecutivo che nascerà ci sarà il piano di aumento della spesa per la difesa, gli investimenti ma anche la riduzione dei costi energetici che sono aumentati fortemente in seguito all’invasione russa dell’Ucraina.
La vittoria della Cdu-Csu in Germania, ha sottolineato César Pérez Ruiz, Head of Investments & Cio di Pictet Wealth Management, “è positiva per i mercati, e una modesta espansione fiscale rimane possibile nonostante il rischio di ribasso creato dalla minoranza di blocco dei partiti più piccoli. Una coalizione a due gruppi tra la Cdu-Csu e i socialdemocratici (Spd) è l’esito più probabile, e promette stabilità”.
Le implicazioni economiche delle elezioni in Germania
Da tempo, osserva Martin Skanberg, Fund Manager, European Equities, di Schroders, “c’è consenso sul fatto che la Germania abbia bisogno di riforme per aumentare la propria competitività, anche se i dettagli richiederanno un po’ di tempo per essere negoziati. La Cdu di Friedrich Merz ha manifestato l’intenzione di portare avanti le riforme e perseguire un programma a favore della crescita, il che dovrebbe essere positivo per le aziende tedesche”.
Le implicazioni economiche delle elezioni, ha sottolineato Irene Lauro, European Economist di Schroders, “non si faranno sentire in larga misura fino al 2026, dato che ci vorrà del tempo per formare un governo e poi concordare un bilancio”. Merz, “ha segnalato la sua disponibilità a esaminare la riforma del freno al debito (il freno al debito della Germania è una norma costituzionale che limita l’indebitamento pubblico e mantiene il deficit strutturale al di sotto dello 0,35% del Pil), ma, data la composizione del parlamento, questo sembra complicato. L’AfD e Die Linke (estrema sinistra) formano una minoranza di blocco”.
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