La guerra commerciale produce nuove vittime mentre la misura sui dazi suscita le reazioni internazionali. Van der Lynden “proteggeremo congiuntamente i nostri lavoratori, le imprese e i consumatori”.
I dazi del 25% sull’importazione delle macchine straniere sono il colpo di Donald Trump ai partner commerciali degli Stati Uniti. Il 2 aprile inizierà quello che il Tycoon ha definito “il giorno della liberazione dell’America”. “Se costruisci la tua auto negli Stati Uniti non ci saranno tariffe”, promette. La misura, tiene a sottolineare, è definitiva e irrevocabile, ma necessaria per sanare l’economia americana.
Messico e Giappone i più colpiti, Canada denuncia un attacco ai lavoratori
Per imporre i dazi la Casa Bianca ha invocato la legge sulla sicurezza nazionale del 1962. Ha infatti affermato che l’industria automobilistica statunitense è “vitale” per la sicurezza del paese. E che le “importazioni eccessive” rappresentano una minaccia per la base industriale nazionale. Il più colpito è il Messico, che nel 2024 ha inviato 2,77 milioni di auto oltre confine. Il paese impiega un milione di persone nel comparto automobilistico, che genera il 4%del Pil. Le azioni delle case giapponesi Subaro, Marza, Mitsubishi e Toyota sono drasticamente scese. Il primo ministro canadese Mark Carney ha parlato di un attacco diretto ai lavoratori.
Dazi auto, l’Europa risponde: “Proteggeremo i nostri interessi”
L’ Europa accusa il colpo. La presidente della Commissione Ursula von der Leyen è “profondamente rammaricata per la decisione degli Stati Uniti di imporre dazi sulle esportazioni automobilistiche dell’Ue”. “Le tariffe sono tasse, ha ammonito. Dannose per le aziende, peggiori per i consumatori, negli Stati Uniti e nell’Ue”. Inoltre ha avvertito gli Stati Uniti che “in quanto grande potenza commerciale e forte comunità di 27 Stati membri, proteggeremo congiuntamente i nostri lavoratori, le imprese e i consumatori “.
Il piano di Trump divide l’America
Ma la misura non piace neanche agli americani. Sulle colonne del Financial Times, l’analista Bernstein Daniel scrive:” Gli Stati Uniti importano quasi la metà dei veicoli venduti nel paese. E le auto assemblate negli Stati Uniti contengono quasi il 60 % di parti di provenienza estera. Una tariffa del 25 % sulle importazioni di automobili per più di quattro o sei settimane avrebbe un effetto agghiacciante sull’intero settore”.
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