Tante le pellicole che raccontano la vita e le opere del genio sregolato interpretato da grandi attori, anche internazionali
Uno degli ultimi film su Michelangelo Merisi è stato L’ombra di Caravaggio, diretto nel 2022 da Michele Placido e con protagonista Riccardo Scamarcio. Per il regista girare un biopic ispirato alla vita tormentata e all’opera del celebre pittore italiano del tardo Rinascimento ha «rappresentato un percorso esistenziale. Mi sono immedesimato nella vita di Caravaggio, sentendomi vicino a lui».
Nel corso degli ultimi ottant’anni sono state realizzate diverse pellicole, per il cinema e la tv, sull’artista rivoluzionario del Cinquecento dall’animo inquieto e ribelle, in conflitto con la società e la Chiesa di allora. La prima è stata nel 1941, Caravaggio, il pittore maledetto, di Goffredo Alessandrini, dove a interpretare l’artista è stato Amedeo Nazzari. Tra i titoli più noti c’è Caravaggio, film del 1986 del poliedrico cineasta britannico Derek Jarman, un biopic con protagonista Nigel Terry in cui Tilda Swinton dava il volto alla prostituta Lena e Sean Bean a un giovane Ranuccio.
Prima di Placido, un altro autore italiano ha diretto un film dedicato all’artista. Nel 2004 Mario Martone ha girato un documentario di poco più di 40 minuti dal titolo Caravaggio-L’ultimo tempo. Nel film il regista partenopeo si sofferma, così come faceva nei suoi quadri il pittore, sui volti e gli sguardi degli abitanti di Napoli, cercando un parallelismo pittorico ed esistenziale tra il passato e il presente.
Nel 2008, sul piccolo schermo, è Alessio Boni a dare il volto a Caravaggio in una fiction in due episodi a firma di Angelo Longoni, mentre Gian Maria Volonté era stato protagonista di uno sceneggiato omonimo negli anni Sessanta. Nel 2019 Francesco Fei ha diretto Dentro Caravaggio, documentario che si concentra sull’importanza dei legami e dei contesti sociali nel percorso artistico del pittore. Attraverso testimoni e protagonisti del mondo dell’arte e della cultura, appassionati e cultori, dallo storico dell’arte Alessandro Morandotti al fumettista Milo Manara, il regista indaga sulla contemporaneità dell’artista, tra fede, luce e realismo.
Placido è partito dalla giovinezza di Caravaggio per raccontare la sua ascesa fino ad arrivare ai momenti più drammatici della sua esistenza, mostrando la violenza che ha segnato la sua vita, e raccontando quanto «poveracci e prostitute abbiano influenzato le sue opere allo stesso modo di Pier Paolo Pasolini». Se il regista ha trovato dei punti di contatto con il pittore, è stato lo stesso anche per Scamarcio. «Anche io mi sento vicino a Caravaggio per il suo senso di ribellione, per la capacità di non volersi piegare, per il suo bisogno di cercare di andare oltre ai propri limiti, a tal punto da mettersi persino in pericolo», ha raccontato l’attore.
Lo scorso marzo è uscito nelle sale italiane Il Caravaggio perduto, un documentario diretto come un thriller dallo spagnolo Alvaro Longoria sull’affascinante storia di un dipinto, l’Ecce Homo, ritrovato in una casa di Madrid che, alla luce della possibilità di essere un Caravaggio smarrito, ha attirato l’attenzione di collezionisti e mercanti d’arte in tutto il mondo. Il film racconta anche il misterioso mondo dei ‘dormienti’, ossia quelle opere d’arte di immenso valore che restano nascoste o erroneamente non classificate come tali.
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