Il riscaldamento globale sta aggravando la diffusione di pollini e muffe, aumentando il rischio di allergie e asma nei bambini. Gli esperti della Siaip lanciano l’allarme e presentano il loro primo Manifesto per contrastare il fenomeno.
Allergie dei bambini in aumento: il ruolo del cambiamento climatico
L’aumento delle temperature globali e il peggioramento della qualità dell’aria stanno spingendo verso l’alto il numero di bambini colpiti da allergie e malattie respiratorie.
Negli ultimi 20 anni, il numero di casi è aumentato del 30%, e l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) prevede che entro il 2050 metà della popolazione mondiale soffrirà di qualche forma allergica. Il problema è aggravato dalla crescita della concentrazione di biossido di carbonio (CO2), che stimola una maggiore produzione di pollini da piante come betulle e ambrosia, tra le principali responsabili di reazioni allergiche.
Pollini e muffe: minacce sempre più aggressive
Secondo la Società Italiana di Allergologia e Immunologia Pediatrica (Siaip), l’aumento dell’ozono troposferico contribuisce ad aggravare rinite allergica, asma e dermatite atopica nei bambini. Studi scientifici hanno evidenziato come l’esposizione ai pollini sin dai primi mesi di vita, e persino durante la gestazione, aumenti il rischio di sensibilizzazione allergica e lo sviluppo di malattie respiratorie.
Anche le muffe rappresentano un pericolo crescente: l’aumento delle precipitazioni e delle inondazioni favorisce la proliferazione di spore allergeniche come Alternaria e Cladosporium, responsabili di numerosi casi di asma.
L’impatto dell’inquinamento atmosferico
In Italia, secondo i dati di Save the Children, l’8,4% dei bambini tra i 6 e i 7 anni soffre di asma legata all’inquinamento. Il 100% dei bambini che vivono in Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Piemonte, Puglia, Trentino e Veneto è esposto a livelli pericolosi di polveri sottili. Gli allergologi spiegano che particelle come PM2,5 e PM10 penetrano in profondità nei tessuti respiratori, scatenando infiammazioni croniche e aumentando la vulnerabilità del sistema immunitario alle allergie.
Ulteriori studi di conferma
Anche uno studio pubblicato sull’International Journal of Environmental Research and Public Health ha evidenziato che nei centri urbani con elevati livelli di inquinamento la prevalenza di asma infantile è superiore del 40% rispetto alle aree rurali. Inoltre, il Journal of Allergy and Clinical Immunology: In Practice sottolinea come le condizioni climatiche estreme abbiano intensificato la stagione pollinica, aumentando l’incidenza di nuovi allergeni e peggiorando la qualità dell’aria a causa degli incendi boschivi.
Un Manifesto per combattere le allergie
Al Congresso nazionale SIAIP, in corso a Milano, gli esperti hanno lanciato il loro primo Manifesto per contrastare l’aumento delle allergie, delineando otto punti chiave.
Tra le misure proposte, spicca la necessità di ridurre l’inquinamento attraverso il contenimento delle emissioni urbane e dei gas serra, oltre a migliorare le strategie sanitarie pubbliche intervenendo sulla ventilazione e sul controllo dell’umidità negli ambienti chiusi. Un’attenzione particolare è rivolta anche all’eliminazione delle fonti inquinanti indoor, come il fumo di sigaretta, e alla pianificazione urbana sostenibile, con l’ampliamento delle aree verdi per mitigare la dispersione degli allergeni.
Fondamentale è inoltre il monitoraggio pollinico, che, grazie a sistemi di allerta, permette di informare tempestivamente la popolazione sui livelli di rischio.
L’educazione e la sensibilizzazione giocano un ruolo cruciale per accrescere la consapevolezza pubblica, così come la ricerca e l’innovazione, indispensabili per sviluppare nuove terapie. Infine, la collaborazione internazionale rappresenta un pilastro essenziale per studiare gli effetti del cambiamento climatico sulle allergie e affrontare con un approccio globale questa emergenza sanitaria in continua crescita.
Un’emergenza sanitaria da affrontare subito
Gli esperti sottolineano che il problema delle allergie non è più solo una questione ambientale, ma una vera e propria emergenza sanitaria globale. Con il cambiamento climatico che amplifica la diffusione di pollini e muffe e l’inquinamento atmosferico che peggiora le condizioni respiratorie, è fondamentale adottare misure concrete e immediate per proteggere le nuove generazioni.
Senza interventi urgenti, i costi sanitari e sociali potrebbero diventare insostenibili.
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