Negli ultimi tre anni sono cresciute le iscrizioni di studenti con disabilità e DSA all’Università degli Studi di Palermo. L’Ateneo rafforza i servizi, punta su inclusione e benessere psicologico.
+43% di studenti con disabilità in tre anni
L’Università degli Studi di Palermo ha registrato un netto aumento della popolazione studentesca con disabilità e neurodiversità. Negli ultimi tre anni, gli iscritti con disabilità certificate (ai sensi della Legge 104 o con invalidità superiore al 66%) sono passati da 419 a 598, segnando un incremento del 43%. Ancora più marcata la crescita tra i nuovi immatricolati: nell’anno accademico 2024-2025, l’aumento è stato del 95% rispetto al biennio precedente.
A questo dato si aggiunge quello relativo agli studenti con Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA), difficili da quantificare con precisione a causa della frequente mancata dichiarazione, ma in evidente crescita: gli immatricolati con neurodiversità accertate sono saliti da 48 nel 2022-2023 a 107 nel 2024-2025, con un aumento del 123%.
Numeri che, seppur ancora contenuti in valore assoluto, delineano una tendenza significativa, segno di una maggiore fiducia nell’Ateneo da parte di studentesse e studenti con bisogni educativi speciali.
Servizi e strumenti per un’università più accessibile
“Le iniziative e gli interventi avviati in questi ultimi anni, in un’ottica di maggiore accessibilità e inclusività, stanno portando a un cambio di rotta per rimuovere le diseguaglianze e prevenire situazioni di disparità legate a fattori fisici, sociali e relazionali”, ha dichiarato il rettore Massimo Midiri.
Un ruolo centrale in questo processo lo ha avuto l’istituzione del CenDIs (Centro di Ateneo per le Disabilità e Neurodiversità), nato con l’obiettivo di coordinare le azioni a favore dell’inclusione. In collaborazione con il TLC-Cimdu (Centro per l’innovazione e il miglioramento della didattica universitaria), il CenDIs ha redatto le “Linee guida per i docenti”, uno strumento pratico per favorire l’apprendimento personalizzato e l’integrazione degli studenti con disabilità e neurodiversità.
Accanto a questo, è attiva la Carta dei Servizi, che disciplina tutte le prestazioni offerte dall’Ateneo alle categorie più fragili. Tra queste: adattamento dei test di accesso, personalizzazione delle modalità d’esame, assistenza alla comunicazione, interpretariato LIS (Lingua Italiana dei Segni), tutorato specializzato, trasporto, supporto personale, materiali didattici ad hoc e assistenza per esperienze di studio all’estero.
Richieste in aumento
Segno tangibile dell’efficacia e della crescente conoscenza di questi strumenti è l’impennata delle richieste di accesso ai servizi: da 366 nell’anno accademico 2022-2023 a 545 nel 2023-2024, pari a un incremento del 49%.
A supporto degli studenti con disabilità, l’Università di Palermo offre anche un’équipe di sedici Tutor dell’Apprendimento distribuiti nei vari dipartimenti, coordinati dal Centro di Orientamento e Tutorato dell’Università. Questi tutor offrono supporto nella gestione dello studio a 204 studenti con disabilità e DSA. Nella prima fase sperimentale del progetto, attiva da novembre 2022 a maggio 2024, sono stati seguiti 102 studenti.
Attivo il nuovo servizio di supporto psicologico
Oltre agli aspetti didattici e logistici, l’Università ha deciso di rafforzare anche il supporto psicologico, con l’avvio del SIASP (Servizio Integrato di Ateneo per il Supporto Psicologico). Questo nuovo servizio, che integra le attività già attive negli anni scorsi, si propone di offrire risposte più rapide ed efficaci alle richieste di aiuto degli studenti.
La media delle nuove richieste è attualmente di 80 al mese. Le problematiche più frequenti riguardano l’ansia, la difficoltà di adattamento al contesto universitario, la bassa motivazione e situazioni problematiche in ambito familiare.
L’impegno dell’Ateneo per l’inclusione
La pro-rettrice all’Inclusione, Pari opportunità e Politiche di genere, Beatrice Pasciuta, ha sottolineato come “trattamenti individualizzati, servizi dedicati e materiali accessibili rappresentino un pacchetto esteso di strumenti che Unipa mette a disposizione per chi ne fa richiesta”.
Infatti, tra i prossimi obiettivi di Unipa c’è la redazione del PEBA (Piano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche), per monitorare e programmare interventi strutturali nei plessi universitari, con l’obiettivo di raggiungere una soglia ottimale di fruibilità degli spazi.
“Siamo consapevoli che ancora molto c’è da fare – ha ribadito Midiri – ma alcuni segnali positivi sono da stimolo per continuare nel percorso intrapreso”.
Uno sguardo oltre le statistiche
Se da un lato i numeri raccontano una storia di crescita, dall’altro mettono in luce una trasformazione culturale più profonda: l’università come spazio che riconosce e valorizza le diversità. L’accessibilità non è più vista come un’eccezione, ma come una condizione necessaria per garantire pari opportunità. In questa direzione si muove Unipa, con un modello che potrebbe fare scuola anche in altri atenei italiani.
L’inclusione, quindi, non è solo una questione di numeri o progetti, ma di punti di vista che cambiano. Di comunità che si trasformano. E di studenti che, giorno dopo giorno, trovano un contesto più adatto a esprimere il proprio potenziale, senza barriere.
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