La Fundació Joan Miró celebra i suoi 50 anni con un percorso immersivo nei paesaggi della Catalogna, tra la vita e le opere dell’artista
La Fundació Joan Miró festeggia il suo cinquantennale con un “Miró Tour” che ripercorre i luoghi simbolo della vita e dell’arte del genio surrealista. Un viaggio tra Barcellona e Mont-roig del Camp, alla scoperta delle opere e delle fonti d’ispirazione che hanno plasmato il suo linguaggio unico. La Fundació Joan Miró non è solo un museo, ma un centro culturale dinamico che ospita mostre di artisti del XX e XXI secolo e offre spazio ai talenti emergenti nell’Espai 13. Il “Miró Tour” è un’occasione unica per immergersi nell’arte e nella vita del genio del surrealismo, che ha saputo trasformare la sua visione del mondo in un linguaggio universale.
La Fundació Joan Miró: un tempio del surrealismo sul Montjuïc
Nel cuore di Barcellona, sulla collina del Montjuïc, sorge la Fundació Joan Miró, un edificio progettato dall’architetto Josep Lluís Sert che custodisce la più ricca collezione al mondo di opere di Miró. Voluta dall’artista stesso nel 1968 e inaugurata nel 1975, la Fondazione celebra quest’anno il suo 50° anniversario con una serie di eventi e mostre imperdibili. Oltre alle 10.000 opere della collezione permanente, la Fondazione Joan Miró ospita mostre temporanee che approfondiscono diversi aspetti del suo lavoro. “Obrir l’arxiu 05. Miró. Suports improvisats” (fino al 15 giugno) esplora il processo creativo dell’artista, mentre “Pintar el cel. 50 anys d’històries de la Fundació Miró” (fino al 29 marzo 2026) ripercorre la storia della Fondazione.
Alla scoperta dei tesori di Miró a Barcellona
Il “Miró Tour” prosegue alla scoperta delle opere di Miró sparse per la sua città natale. Nel Parc de Joan Miró, nel quartiere dell’Eixample, si erge la monumentale scultura “Dona i ocell” (1983), un’esplosione di colore e forme surreali. Nel cortile della Casa de la Ciutat, sede del municipio, si può ammirare la scultura in bronzo “Dona” (1981). Passeggiando sulla Rambla, si incontra il “Mosaic del Pla de l’Os” (1976), un’opera realizzata in collaborazione con il ceramista Joan Gardy Artigas, che utilizza i colori primari cari a Miró. Infine, all’aeroporto di Barcelona El Prat, Terminal 2, si può ammirare un enorme murale in ceramica (1970), realizzato con Josep Llorens i Artigas.
Mas Miró: il rifugio d’ispirazione nella natura
A Mont-roig del Camp, nella provincia di Tarragona, si trova Mas Miró, la casa-rifugio dove l’artista trascorse le sue estati. Questo luogo, immerso nella natura, ha avuto un’influenza fondamentale sulla sua arte. Qui, nell’atelier di lavoro, in un giardino punteggiato di olivi, di mandorli e di carrubi, Joan Miró ammise di aver concepito tutte le sue opere. Mas Miró ospita il suo studio, rimasto intatto con gli oggetti personali e gli strumenti di lavoro, e i vasti campi che lo circondano. Qui, Miró ammise di aver concepito tutte le sue opere, tra cui il celebre dipinto “La Masia” (1921-1922), che raffigura l’universo rurale di Mas Miró e segna la transizione del suo stile verso il surrealismo.
Mont-roig del Camp: un paesaggio che vive nelle opere di Miró
Il legame di Miró con il villaggio di Mont-roig del Camp, dove trascorse lunghi periodi dal 1911 al 1976, è evidente nelle sue opere. I paesaggi e le architetture di questo villaggio catalano sono stati una costante fonte d’ispirazione per l’artista. A meno di due ore di auto da Barcellona si trovano i paesaggi del cuore di Miró, come testimoniano i titoli espliciti dei suoi quadri. A partire da “Mont-roig el poble” e “Poble i església de Mont-roig”, “Mont-roig el riu”, “Mont-roig el pont”, “Platja de Mont-roig”. Infine, “Mont-roig Sant Ramon”, “La casa de la palmera”, “Hort amb ase” e “Les Roderes”, sono le ispirate alla casa vicino al Mas Miró.
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